Tipi di rischio nel trading
I tipi di rischio nel trading si elencano di solito in una lista, ma il senso pratico è un altro: lo stop-loss ne copre solo uno, quello di mercato. Le altre cinque fonti di perdita non le vede affatto: si realizzano fuori dal grafico, attraverso l'esecuzione, la controparte, l'infrastruttura e le decisioni del trader. Analizziamo ciascuna e ciò che in pratica la limita.
Sei fonti di perdita: rischio di mercato, rischio di liquidità e gli altri
La classificazione non è accademica: è costruita su dove esattamente nasce la perdita e quale azione la limita.
Rischio di mercato
Il prezzo va contro la posizione. L'unico rischio limitato direttamente dallo stop-loss e dalla dimensione della posizione, ed è proprio per questo il più discusso.
È limitato del tutto solo in teoria: con un gap nel fine settimana l'ordine scatta alla prima quotazione disponibile, e la perdita risulta maggiore di quella calcolata.
Rischio di liquidità
La posizione non si può chiudere al prezzo atteso: lo spread si allarga, la profondità del book cala. Sulle coppie maggiori si nota nel mercato sottile e nei primi secondi dopo i dati macro.
Sulle coppie esotiche e nelle ore di bassa attività lo spread può crescere di diverse volte, e uno stop corto verrà tolto dallo spread stesso.
Rischio di credito
Il rischio che gli obblighi non siano onorati dalla controparte: broker, banca, sistema di pagamento. Sul forex si realizza come ritardo nel prelievo o perdita di fondi con l'uscita del broker dal mercato.
Regolamentazione, conti segregati e schemi di indennizzo riducono il rischio ma non lo azzerano: le condizioni di tutela dipendono dalla giurisdizione.
Rischio operativo
Caduta di connessione, terminale bloccato, volume inserito in modo errato, mancanza di corrente con una posizione aperta. Anche l'errore umano qui si considera operativo.
La difesa principale è semplice: l'ordine stop si colloca sul server del broker e non si tiene nel terminale, così una caduta di connessione non lo annulla.
Rischio psicologico
Stop allontanato, ingresso fuori piano, aumento del lotto dopo una catena di perdite. Formalmente non è una perdita di mercato, ma per entità è spesso maggiore di tutte le altre messe insieme.
L'unico rischio che cresce con la consapevolezza di averlo: sapere dell'errore non impedisce di commetterlo, mentre un limite giornaliero rigido sì.
Rischio sistemico
Eventi che toccano il mercato nel suo insieme: cambio di regime monetario, abolizione di una banda valutaria, crisi di liquidità. La diversificazione dentro una sola classe di attivi non ne salva.
L'abolizione dell'aggancio del franco da parte della Banca nazionale svizzera il 15 gennaio 2015 è l'esempio da manuale: il movimento del CHF fu così brusco che una parte dei conti finì in saldo negativo.
Che cosa di tutto questo lo stop copre davvero
Lo stop-loss limita il rischio di mercato e solo quello, e nemmeno del tutto. Gli altri cinque richiedono strumenti diversi, e quasi nessuno ha a che fare con il grafico.
| Tipo di rischio | Strumento principale | Che cosa resta |
|---|---|---|
| Di mercato | Ordine stop e calcolo del volume | Gap oltre il livello di stop |
| Di liquidità | Scelta delle ore di trading e dello strumento | Allargamento dello spread sulle notizie |
| Di credito | Scelta del broker, prelievo delle eccedenze dal conto | Limitazioni di giurisdizione |
| Operativo | Ordini lato server, verifica dell'inserimento, canale di riserva | Guasto presso il broker |
| Psicologico | Regole scritte, limite giornaliero, diario | La propria decisione di infrangerle |
| Sistemico | Esposizione moderata, riserva di fondi liberi | Si realizza per intero |
Il saldo negativo non è teoria. In un movimento estremo la perdita può superare il deposito: la posizione si chiude al primo prezzo disponibile e non al livello di stop out. La protezione dal saldo negativo non è prevista da ogni broker e non funziona in ogni giurisdizione: è una condizione da verificare nel contratto prima di aprire il conto, non dopo l'evento.
Verifica di un conto forex secondo i sei tipi di rischio
L'elenco qui sotto non è teoria, ma le domande a cui il trader deve avere una risposta pronta prima di aprire la posizione. Le spunte si salvano nel browser e non vengono inviate da nessuna parte.
I sei punti corrispondono ai sei tipi di rischio nello stesso ordine. Cinque di essi si coprono con la preparazione prima dell'operazione, e solo il primo con un'azione durante di essa.
Domande frequenti
Qual è il rischio più grande nel trading?
Per frequenza quello di mercato, per entità della singola perdita quello sistemico, e per somma complessiva delle perdite in un trader retail di solito quello psicologico: una regola infranta costa più di un'operazione sfortunata fatta secondo le regole. La risposta esatta per un conto concreto la dà il diario delle operazioni, se vi è annotato il motivo dell'uscita.
Come proteggersi da un gap del fine settimana?
Del tutto solo non tenendo la posizione oltre il fine settimana. In parte aiutano un volume minore per le posizioni portate avanti e lo stop garantito presso i broker che lo offrono: si esegue al prezzo indicato, ma costa una commissione aggiuntiva o uno spread allargato.
Che cos'è il rischio di liquidità sul forex, se il mercato è aperto ventiquattr'ore?
Aperto tutto il giorno non significa uniforme. Finché opera solo l'Asia, i cross europei hanno una quotazione più larga e una profondità del book minore; nei primi secondi dopo la pubblicazione della macrostatistica le quotazioni possono muoversi a scatti. Uno stop corto in questi momenti viene tolto non dal movimento, ma dall'allargamento stesso dello spread.
Un errore nella dimensione del lotto si considera un rischio?
Sì, è un rischio operativo, ed è uno dei più amari: uno zero di troppo nel volume trasforma l'1 % pianificato in 10 %. Si cura con la verifica del volume prima di inviare l'ordine e con un calcolatore che calcola il lotto, non con un inserimento «a occhio» per abitudine.
Quali rischi esistono solo sul forex e non sugli altri mercati?
Tre. L'accredito notturno per il mantenimento della posizione, che su un'operazione lunga divora una parte dell'obiettivo. Lo spread che si allarga nelle ore in cui opera solo l'Asia. E i salti dopo le decisioni delle banche centrali, come quello capitato al franco nel gennaio 2015.
Che cos'è il rischio di liquidità sulle coppie maggiori?
Su EUR/USD e sugli altri maggiori si manifesta non con l'assenza di controparte, ma con l'allargamento dello spread: nelle ore asiatiche e nei primi secondi dopo i dati macro il prezzo va a scatti e l'ordine si esegue peggio. Per uno stop più corto di 20 pip è già rilevante.
Come valutare il rischio operativo del proprio terminale?
Verificare tre cose: se gli ordini stop sono conservati sul server del broker, se c'è un canale di connessione di riserva e se la piattaforma sa mostrare il volume nella valuta del conto prima dell'invio dell'ordine. La prima toglie il rischio della caduta di connessione, la terza il rischio di errore nel lotto.
La scelta del broker si considera un rischio?
Sì, è un rischio di credito: un ritardo nel prelievo, un cambio di condizioni o l'uscita della società dal mercato non sono legati al movimento del prezzo e non si coprono con lo stop. Si limita scegliendo una piattaforma regolamentata e tenendo sul conto solo il capitale di trading e non tutti i risparmi.
Ci si può assicurare da un gap del fine settimana?
Del tutto solo chiudendo le posizioni prima del fine settimana. In parte aiutano un volume ridotto per le operazioni portate avanti e lo stop garantito dove il broker lo offre: si esegue al prezzo indicato, ma costa un pagamento aggiuntivo o uno spread allargato.
Quale rischio i principianti sottovalutano più spesso?
Quello psicologico, e si vede dal diario: la perdita delle operazioni fuori piano di solito supera quella delle operazioni fatte secondo il sistema. Non aiuta la motivazione, ma le limitazioni meccaniche: limite giornaliero, stop impostato in anticipo e checklist d'ingresso.