Take-profit
Il take profit è un ordine di chiusura della posizione in profitto al raggiungimento di un prezzo definito. Insieme allo stop stabilisce il rapporto tra rischio e rendimento, cioè determina quale win rate serve al sistema per andare in positivo. Perciò l'obiettivo si sceglie prima dell'ingresso e non «a sensazione» a posizione aperta.
Take profit e stop-loss: due metà di una sola decisione
Lo stop risponde a quanto costa l'errore. Il take a ciò per cui quell'errore si ammette. Presi separatamente nessuno dei due dice se valga la pena aprire l'operazione; insieme danno il rapporto da cui segue il win rate di pareggio.
| Rapporto rischio/rendimento | Win rate di pareggio | Che cosa significa in pratica |
|---|---|---|
| 1 a 0,5 | 66,7 % | Bisogna vincere due operazioni su tre solo per andare a zero |
| 1 a 1 | 50,0 % | Esattamente metà delle operazioni in positivo e il risultato è nullo |
| 1 a 2 | 33,3 % | Basta un terzo di vincite perché il sistema non perda |
| 1 a 3 | 25,0 % | Una operazione su quattro in positivo ripaga le altre tre |
| 1 a 5 | 16,7 % | Una su sei, ma obiettivi simili si raggiungono più di rado |
Formula del win rate di pareggio: 1 ÷ (1 + R/R). Non considera lo spread e la commissione: con essi la quota di vincite richiesta è sempre un po' più alta. È proprio per questo che il rapporto 1 : 1 in pratica è perdente: i costi lo rendono un po' peggiore del pareggio.
Da dove viene l'obiettivo in pip
Tre approcci che danno un livello verificabile e uno che non lo dà.
L'obiettivo si mette prima del livello dove è probabile una reazione, con un piccolo scarto all'interno. La logica è la stessa dello stop: l'obiettivo dove il movimento con ogni probabilità si fermerà.
per strutturaObiettivo a 2R o 3R dall'ingresso. Modo semplice per mantenere il rapporto richiesto, ma ignora la struttura: l'obiettivo può capitare proprio oltre un livello forte.
per rischioL'altezza dell'intervallo o dell'onda precedente si riporta dal punto di rottura. Dà un obiettivo legato alla scala del movimento e non al tuo rischio.
per proiezioneNon è un obiettivo, ma la sua assenza. Il rapporto tra rischio e rendimento diventa ignoto, la statistica del sistema non confrontabile tra le operazioni. La variante gestibile di questo approccio è il trailing stop con una regola scritta.
non funzionaPresa di profitto parziale sul forex: che cosa fa alla statistica
Chiudere metà posizione a 1R e spostare lo stop a pareggio sul resto è uno schema diffuso. Riduce davvero la quota di operazioni in perdita, ma non è gratuito, e il prezzo va capito in anticipo.
Questo si verifica solo sulla propria statistica: bisogna calcolare il risultato medio in R con entrambi gli schemi sulle stesse operazioni. Per farlo il diario deve conservare non solo il risultato, ma anche l'escursione massima del prezzo a tuo favore prima della chiusura.
Più l'obiettivo è lontano, meno spesso viene raggiunto
Il rapporto tra rischio e rendimento è facile da migliorare sulla carta: basta allontanare il take. Il problema è che insieme alla distanza cala la quota di operazioni che arrivano all'obiettivo, e il prodotto di queste due grandezze cambia non come si vorrebbe.
| Obiettivo | Quota di raggiungimento convenzionale | Valore atteso con questo win rate | Commento |
|---|---|---|---|
| 1R | 55 % | +0,10 R | Prese di profitto frequenti, il valore atteso si regge sul win rate |
| 2R | 38 % | +0,14 R | Compromesso funzionante per la maggior parte dei sistemi |
| 3R | 28 % | +0,12 R | Valore atteso quasi uguale con la metà delle vincite |
| 5R | 15 % | +0,05 R | Il risultato lo fanno singole operazioni |
Le quote di raggiungimento in tabella sono un'illustrazione della dipendenza e non una statistica misurata: i valori concreti sono propri di ogni sistema e si calcolano dal diario. Il senso sta nella forma della dipendenza: il valore atteso cresce fino a una certa distanza e poi comincia a calare.
Da qui il modo pratico di scegliere l'obiettivo: non «metto 1 : 3 perché così consigliano», ma prendere dal diario la distribuzione dell'escursione massima del prezzo a tuo favore e guardare a quale distanza la quota di raggiungimenti cala più in fretta di quanto cresca il rendimento.
Domande frequenti
Che cos'è il take profit in parole semplici?
Un ordine impostato in anticipo che chiude la posizione quando il prezzo è arrivato al profitto pianificato. Si esegue automaticamente e libera dalla decisione «prendere o aspettare» nel momento in cui l'operazione è in positivo.
È obbligatorio mettere il take profit?
Non è obbligatorio, ma allora la regola di uscita dev'essere un'altra e altrettanto definita, per esempio un trailing stop o la chiusura su segnale. L'assenza di qualsiasi regola di uscita significa che il rapporto tra rischio e rendimento del sistema è ignoto, e quindi non se ne può valutare nemmeno il valore atteso.
Quale rapporto tra rischio e rendimento si considera normale?
Spesso si cita 1 : 3, ma non è uno standard universale, bensì un compromesso: più l'obiettivo è lontano, meno spesso si raggiunge. Un sistema con rapporto 1 : 1 e win rate del 60 % è più profittevole di uno con 1 : 3 e win rate del 25 %. Bisogna guardare il prodotto, cioè il valore atteso, e non uno solo dei numeri.
Si può spostare il take profit più lontano se il movimento è forte?
Si può, se è una regola scritta del sistema e non una scelta a seconda della situazione. La forma gestibile di questo comportamento è il trailing stop: permette all'obiettivo di allontanarsi, ma fissa la distanza già percorsa.
Take profit e stop-loss si possono impostare contemporaneamente?
Sì, è la modalità standard OCO: l'esecuzione di un ordine annulla l'altro. Nella maggior parte dei terminali entrambi i livelli si impostano direttamente nella finestra di apertura della posizione, ed è il momento giusto: entrambi i numeri sono noti prima dell'ingresso.
Come calcolare il take profit in pip?
Dalla distanza dallo stop. Con uno stop di 40 pip e un rapporto obiettivo di 1 : 2 il take si mette a 80 pip dall'ingresso. Se il livello logico più vicino è più vicino, il rapporto sarà peggiore del calcolato, ed è un motivo per rivedere l'operazione e non per spostare l'obiettivo oltre il livello.
Considerare lo spread nell'impostare il take?
Sì, soprattutto su obiettivi corti. Il take in acquisto si esegue al prezzo bid, mentre l'ingresso era all'ask: il profitto effettivo è minore di quello nominale dell'entità dello spread. Su un obiettivo di 20 pip uno spread di 1,5 pip è il 7,5 % del risultato.
Che cosa fare se il prezzo è quasi arrivato all'obiettivo e si è invertito?
Decidere in anticipo che cosa si considera «quasi». La variante pratica è una presa parziale a un livello intermedio o il trailing dopo aver percorso una certa distanza. Una decisione presa sul momento distrugge la statistica: le operazioni smettono di essere confrontabili.
Lo swap influisce sulla scelta dell'obiettivo per un'operazione di medio periodo?
Influisce, se la posizione si tiene più di un giorno. Uno swap negativo trattiene una parte del profitto ogni notte, perciò l'obiettivo deve coprire non solo spread e commissione, ma anche gli accrediti attesi per la durata prevista.
Si può mettere il take su numeri tondi?
Si può, ma con un piccolo margine all'interno. I livelli tondi sono luoghi di accumulo di ordini, e il prezzo non di rado si inverte senza arrivare a qualche pip. Un obiettivo messo un po' prima del numero tondo si esegue più spesso.
È obbligatorio chiudere tutta la posizione in una volta?
No, ma lo schema dev'essere scritto prima dell'ingresso. La presa parziale alza la quota di operazioni non in perdita e insieme abbassa l'R medio: quale delle due prevalga si vede solo dal diario con il campo «escursione massima del prezzo».