Recupero dopo un drawdown
Il recupero dopo un drawdown richiede una percentuale maggiore della perdita subita: la perdita e la crescita successiva si calcolano da basi diverse, perciò il ritorno richiede sempre una percentuale maggiore della perdita. Analizziamo la formula dell'asimmetria, calcoliamo il tempo di ritorno in operazioni e verifichiamo il consiglio diffuso «aumentare il volume per rifarsi più in fretta».
Come uscire dal drawdown: formula dell'asimmetria
crescita richiesta = buca ÷ (1 − buca)
Una perdita del 20 % lascia l'80 % del conto, e per tornare alla somma precedente quell'80 % deve crescere del 25 %. Una perdita del 50 % lascia la metà e richiede il raddoppio. Più la buca è profonda, più in fretta cresce il divario: fino al 10 % la differenza è quasi impercettibile, dopo il 40 % diventa determinante.
In orizzontale la profondità del drawdown, in verticale la crescita dal residuo che riporta il conto al livello precedente. La curva non è lineare: fino al 20 % coincide quasi con la diagonale, poi sale.
Quante operazioni e quanti pip servono per recuperare il drawdown
Le percentuali di per sé sono astratte. Traduciamole in numero di operazioni per un sistema con parametri noti: vincenti 45 %, obiettivo al doppio della distanza dallo stop, limite dell'1 % per operazione. Il risultato medio di un'operazione in un sistema così è 0,35 R, cioè lo 0,35 % dell'equity.
| Drawdown | Crescita necessaria | Operazioni in media | Con 5 operazioni a settimana |
|---|---|---|---|
| 5 % | +5,3 % | 15 | circa 3 settimane |
| 10 % | +11,1 % | 30 | circa 6 settimane |
| 20 % | +25,0 % | 64 | circa 3 mesi |
| 30 % | +42,9 % | 102 | circa 5 mesi |
| 50 % | +100,0 % | 199 | circa 10 mesi |
Calcolo con la formula della crescita composta: numero di operazioni = ln(1 + crescita necessaria) ÷ ln(1 + risultato medio dell'operazione). Le grandezze sono modellistiche e servono a confrontare gli ordini di grandezza; il tempo effettivo dipende da come le vincite si distribuiscono nel tempo.
La conclusione principale non sta nei numeri precisi, ma nel loro ordine di grandezza. Un drawdown del 30 % non è «un brutto mese», ma un arretramento di sei mesi nello sviluppo del conto a parità di qualità del trading. È proprio per questo che il limite di drawdown si fissa prima e non dopo il suo raggiungimento.
Perché «aumentare il volume per uscirne prima» non funziona
La logica del consiglio è chiara: se ogni operazione rende di più, il ritorno arriverà prima. L'aritmetica mostra che cosa succede davvero.
Che cosa accelera davvero il ritorno. Nulla di ciò che dipende dalla dimensione della puntata. Il ritorno lo accelera solo il miglioramento del valore atteso dell'operazione: una selezione più precisa degli ingressi, un obiettivo più lontano con lo stesso stop, la riduzione dei costi. Tutto il resto cambia la velocità anche nella direzione opposta.
Piano di uscita dal drawdown su un conto forex senza aumentare il rischio
L'unica cosa che accelera davvero il ritorno è la crescita del valore atteso dell'operazione. Tutto il resto cambia la velocità in entrambe le direzioni. Qui sotto la sequenza di azioni che non tocca la dimensione della puntata.
Il limite di drawdown serve proprio a questo: ferma il trading finché le decisioni si prendono ancora con calma e il capitale permette di tornare.
per regolaOperazioni secondo il sistema e operazioni fuori piano. Le prime sono lavoro ordinario, le seconde un errore di esecuzione, e ciascuna si cura a modo suo.
dal diarioSe le operazioni fatte secondo il piano danno un valore atteso positivo, il sistema è a posto e la questione sta nella disciplina o nella dimensione del rischio.
50-100 operazioniRischio dimezzato rispetto al solito finché non si accumulano 20-30 operazioni senza infrazioni. Il ritorno è più lento, ma senza una seconda buca.
20-30 operazioniChe cosa fa la maggioranza e perché non funziona. Aumenta il volume per tornare più in fretta. L'aritmetica è contraria: un rischio raddoppiato raddoppia anche la serie di perdite successiva, e la sua base è un conto già ridotto. Da un drawdown del 30 % si finisce così al 50 %, dove il ritorno richiede non più 43, ma 100 per cento.
Domande frequenti
Quanto bisogna guadagnare per recuperare un drawdown del 30 %?
Il 42,9 % della somma rimasta. Formula: 0,3 ÷ (1 − 0,3) = 0,429. Con un risultato medio dell'operazione dello 0,35 % dell'equity ci vogliono circa cento operazioni.
Conviene ridurre il volume durante un drawdown?
Calcolando sull'equity corrente il volume si riduce da solo: è una proprietà incorporata della frazione fissa. Una riduzione ulteriore (per esempio rischio dimezzato dopo aver raggiunto il limite di drawdown) si applica come parte delle regole di arresto: rallenta sia la caduta sia il ritorno, ma dà il tempo di verificare il sistema.
Dopo quanto tempo un drawdown si considera anomalo?
Il riferimento è il confronto con lo storico del sistema stesso. Se il drawdown corrente è più profondo o più lungo di tutto ciò che si è incontrato nel periodo di test, è un motivo di verifica: forse sono cambiate le condizioni in cui il sistema funzionava.
Si può recuperare un conto avendo perso l'80 %?
Aritmeticamente serve una crescita del 400 %, cioè il conto deve moltiplicarsi per cinque. Con un risultato medio dello 0,35 % per operazione sono circa 460 operazioni, e per tutto quel tempo il sistema deve mantenere un valore atteso positivo. In pratica un ritorno simile non è un recupero, ma la costruzione del risultato da capo.
Quanto fa in pip su EUR/USD?
Dipende dal volume. Con un deposito di 5.000 $, un drawdown del 20 % e un volume di 0,12 lotti bisogna recuperare 1.000 $, cioè circa 830 pip di profitto netto con un valore del pip di 1,20 $ su quel volume. Da qui anche la stima del tempo: operazioni da 40–80 pip si sommano a una cifra simile in mesi.
Aiuta passare a coppie più volatili?
No. La volatilità alza in proporzione sia il profitto sia la perdita, e il volume sotto lo stesso rischio si riduce. Il valore atteso del sistema intanto non cresce: cambia solo la velocità con cui si realizza.
Conviene cambiare strategia durante un drawdown?
Solo dopo l'analisi, non durante. Cambiare le regole in drawdown ti priva della statistica: non si capisce che cosa esattamente ha smesso di funzionare. È più pratico verificare prima se le regole sono state rispettate e solo dopo cambiare il sistema.
Che cosa fare se il drawdown è causato da una serie di infrazioni alle regole?
Dividere le perdite in due classi e calcolare il risultato separatamente sulle operazioni fatte secondo il piano. Se è positivo, va recuperata la disciplina e non la strategia: volume dimezzato fino a venti o trenta operazioni senza infrazioni.
È realistico uscire da un drawdown in un mese?
Dipende dalla profondità e dal valore atteso del sistema. Un drawdown del 5 % con un risultato medio dello 0,35 % per operazione richiede circa quindici operazioni, cioè due o tre settimane con cinque operazioni a settimana. Un drawdown del 30 % con gli stessi parametri sono circa cento operazioni, cioè mesi.
Il prelievo del profitto influisce sulla velocità di recupero?
La rallenta: un conto minore dà un profitto assoluto minore a parità di percentuale. Ma il denaro prelevato non partecipa al drawdown successivo, perciò la scelta qui è tra velocità di crescita e protezione del risultato già ottenuto.