Rischio per operazione
Il rischio per operazione è la quota di conto che perdi quando scatta lo stop. Il numero si sceglie una volta sola e non dipende dalla fiducia nella singola operazione: la fiducia non si misura, la serie di perdite sì. Analizziamo da dove vengono le percentuali consuete e come verificare la tua.
Che cos'è il rischio per operazione e come si calcola
La formula è elementare: rischio in denaro = equity × percentuale di rischio. Sono essenziali due dettagli su cui si sbaglia più spesso.
- Si calcola sull'equity corrente e non sul deposito iniziale
- Dopo un drawdown del 20 % lo stesso 1 % è già una somma minore in denaro. È proprio questa proprietà a impedire al conto di arrivare a zero in modo meccanico.
- Si calcola prima dell'ingresso, non dopo
- Prima il rischio in denaro, poi il livello di stop, poi il volume. L'ordine inverso — «ho preso un lotto e ho messo lo stop più vicino» — dà una percentuale arbitraria.
- Non dipende dalla «qualità» del segnale
- Aumentare il rischio su un'operazione «molto buona» distrugge la statistica: la serie di perdite cadrà proprio sui volumi aumentati, perché fiducia ed esito non sono collegati.
La regola dell'1 per cento nel trading: da dove viene e che cosa significa
La regola «non rischiare più dell'un per cento del conto in un'operazione» viene dalla pratica dei gestori e dei trader professionisti, dove il compito chiave non è il rendimento massimo, ma la sopravvivenza del sistema sulla lunga distanza. Il senso è che con questo rischio nessuna serie di perdite realistica porta il conto oltre il punto da cui non torna.
Si verifica con l'aritmetica e non con la fede. Con una quota dell'1,5 % e ricalcolo sull'equity corrente dieci stop di fila danno una buca del 14,0 %, venti del 26,1 %; uscirne costa una crescita del 35,3 %. Alza la quota al 4 % e gli stessi venti stop porteranno via il 55,8 %, e il ritorno richiederà già il 126,2 %, cioè il conto dovrà più che raddoppiare.
| Stop di fila | Quota dello 0,75 % | Quota dell'1,5 % | Quota del 2,5 % | Quota del 4 % |
|---|---|---|---|---|
| 5 | −3,7 % | −7,3 % | −11,9 % | −18,5 % |
| 10 | −7,3 % | −14,0 % | −22,4 % | −33,5 % |
| 15 | −10,7 % | −20,3 % | −31,6 % | −45,8 % |
| 20 | −14,0 % | −26,1 % | −39,7 % | −55,8 % |
| 30 | −20,2 % | −36,5 % | −53,2 % | −70,6 % |
Le buche si sommano a interesse composto: ogni stop successivo si conta su un conto già ridotto. Perciò 20 stop del 5 % non danno il 100 %, ma il 64,2 %: il conto matematicamente non si azzera, ma esce dalla zona di recupero realistico.
Perché «fino al 5 % per operazione» è un cattivo riferimento per un principiante
La cifra del 5 % si incontra nei manuali popolari e suona moderata: «non più di un ventesimo del conto». Il problema non è il numero in sé, ma il fatto che non è messo in relazione con la lunghezza della serie di perdite del sistema concreto.
Con un win rate del 45 %, tipico delle strategie di tendenza con rapporto di 1 : 2, sei perdite consecutive su un tratto di 200 ingressi accadono con probabilità intorno al 93 %. Non è un evento raro, ma quasi obbligatorio. Con un rischio del 5 % una serie così porta via il 26,5 % del conto, e per il ritorno serve una crescita del 36 %. Con un rischio dell'1 % la stessa serie costa il 5,9 % e il ritorno richiede il 6,2 %.
Come verificare la tua percentuale in cinque minuti
La verifica non richiede il calcolo delle probabilità, ma solo il tuo storico di operazioni.
Dal diario delle ultime 100–200 operazioni. Se non c'è storico, prendere un riferimento dal win rate: con il 50 % cinque o sei di fila, con il 40 % sette o otto.
dal diarioIl massimo passato quasi certamente sarà superato: più lunga è la distanza, più lunga è la serie attesa. Il margine serve proprio a questo.
margine per il futuroMoltiplicare: con rischio r e serie n il drawdown sarà 1 − (1 − r)ⁿ. Per l'1 % e nove stop è l'8,6 %.
una formulaSe il risultato supera il 20 %, la percentuale di rischio è troppo alta per il tuo sistema. Non «andrà bene», ma troppo alta: la serie arriverà.
limite 10–20 %Tre modi di impostare il rischio su un conto valutario
«Un per cento» è il modo più diffuso, ma non l'unico, di determinare la somma di rischio. I tre approcci differiscono per ciò da cui si prende la grandezza, e ciascuno ha il suo campo di applicazione.
| Modo | Come si calcola | Pro | Contro |
|---|---|---|---|
| Frazione fissa dell'equity | Equity × percentuale. La somma cambia insieme al conto | Riduce automaticamente il rischio nel drawdown | Su un conto piccolo si scontra con il lotto minimo |
| Somma fissa | Una somma fissa in denaro per ogni operazione | Più semplice da calcolare e controllare | Nel drawdown la quota di rischio cresce, con la crescita del conto cala |
| Rischio per volatilità | La quota di equity si divide per l'ATR dello strumento | Uniforma le operazioni su coppie diverse | Richiede di ricalcolare l'ATR e di capirne l'orizzonte |
La scelta pratica va quasi sempre al primo modo: è l'unico in cui il drawdown è limitato matematicamente. Il secondo è accettabile su brevi tratti di prova. Il terzo è utile quando in portafoglio ci sono coppie di mobilità diversa: altrimenti il tranquillo EUR/USD e l'agitato GBP/JPY con la stessa percentuale danno frequenze diverse di scatto dello stop.
Come appare in denaro. Conto di 5.000 $, rischio dell'1 %. La frazione fissa dà 50 $ adesso e 40 $ dopo un drawdown del 20 %. La somma fissa lascia 50 $ in entrambi i casi, cioè dopo il drawdown è già l'1,25 % del conto. La differenza sembra piccola, ma è proprio essa a separare un drawdown che si spegne da uno che accelera.
Rischio in percentuale e rischio in R: due scritture dello stesso numero
Nei diari delle operazioni il risultato spesso si registra non in denaro, ma in R, unità di rischio iniziale. Un'operazione chiusa allo stop dà −1R; una che ha percorso il doppio della distanza fino all'obiettivo, +2R. La comodità è che questa scrittura non dipende né dalla dimensione del conto né dalla percentuale di rischio.
La conversione è semplice: con un rischio dell'1 % del conto, 1R = 1 % dell'equity. Il risultato «+14R nel mese» significa +14 % sul conto a percentuale di rischio invariata, ed esattamente +7 % con rischio dello 0,5 %. È proprio per questo che è più comodo tenere la statistica del sistema in R e prendere a parte la decisione sulla percentuale di rischio.
Conseguenza pratica. Cambiare la percentuale di rischio non cambia la qualità del sistema: scala il risultato in entrambe le direzioni. Se il sistema dà +20R all'anno, raddoppiare il rischio darà anche il doppio del drawdown. Perciò la domanda «quale percentuale scegliere» si risolve attraverso il drawdown ammissibile e non attraverso il rendimento desiderato.
Domande frequenti
Come calcolare il rischio per operazione in denaro?
Moltiplicare la dimensione corrente del conto per la percentuale scelta. Con un conto di 3.000 $ e rischio dell'1 % sono 30 $. Poi la somma si divide per la distanza dallo stop e per il valore del pip: si ottiene il volume in lotti.
Si possono rischiare percentuali diverse in operazioni diverse?
Tecnicamente sì, ma allora la statistica del sistema smette di essere confrontabile: il risultato in R non si converte più in percentuale del conto con un unico coefficiente. Inoltre il rischio aumentato di solito si mette sulle operazioni «ovvie», e queste statisticamente non sono migliori delle altre.
Che cosa fare se il lotto minimo dà un rischio maggiore del previsto?
Tre opzioni oneste: scegliere uno strumento in cui il pip costa meno, prendere un'operazione con stop più corto o aumentare il deposito. L'opzione disonesta è alzare una volta la percentuale di rischio: trasforma la regola in un auspicio.
Bisogna ridurre il rischio durante un drawdown?
Con la frazione fissa dell'equity si riduce da solo: l'1 % di un conto ridotto è una somma minore. Una riduzione manuale aggiuntiva ha senso come parte delle regole di arresto: per esempio, metà volume dopo il raggiungimento del limite di drawdown, finché la statistica non si ristabilisce.
Quante operazioni al giorno si possono aprire con un rischio dell'1 %?
Il limite non è dato dal numero, ma dal limite giornaliero di perdita. Se il limite è il 3 % e il rischio l'1 %, tre stop di fila chiudono la giornata di trading indipendentemente da quante operazioni erano previste. Più in dettaglio nel materiale sul limite giornaliero.
Quanto è in denaro con un deposito di 1.000 dollari?
Un rischio dell'1 % sono 10 $ per operazione. Con stop di 25 pip e valore del pip di 10 $ sul lotto standard il volume risulta 0,04 lotti: 10 ÷ (25 × 10) = 0,04. Con stop di 50 pip il volume è la metà, 0,02 lotti, e la perdita allo stop resta gli stessi 10 $.
La percentuale di rischio cambia per coppie valutarie diverse?
La percentuale in sé no, è una proprietà del tuo conto e non dello strumento. Cambia il volume: nelle coppie con un diverso valore del pip la stessa somma di rischio dà un altro numero di lotti. Sui cross volatili cresce anche la lunghezza dello stop, il che riduce di nuovo il volume a rischio invariato.
Si può rischiare l'1 % su ciascuna di cinque posizioni aperte?
Solo se sono davvero indipendenti. Cinque coppie con il dollaro dallo stesso lato sono una sola puntata sul 5 % del conto: con un movimento del dollaro gli stop scattano insieme. Il limite pratico di rischio complessivo su tutte le operazioni aperte è 2–4 %.
Che fare se lo stop previsto dal sistema è troppo lungo per il mio deposito?
È un segnale che lo strumento o il timeframe al momento non sono disponibili per te, non un motivo per alzare la percentuale. Le opzioni: una coppia con valore del pip minore, un conto con passo di volume minore, operare su un timeframe inferiore con stop più corto oppure aumentare il deposito.
La dimensione del rischio influisce sul win rate del sistema?
No. Il win rate dipende dalle distanze dallo stop e dall'obiettivo, non dal volume. Cambiare la quota di rischio dilata sia il profitto sia la profondità della buca nella stessa proporzione: la qualità del sistema resta invariata.