Regole di gestione del rischio
L'elenco delle «regole di gestione del rischio» passa da un manuale all'altro quasi immutato: non più di tanti per cento per operazione, tanti strumenti, rapporto uno a tre. Una parte è vera, una parte è vera con riserve, una parte riguarda gli investimenti di portafoglio e sul mercato valutario non funziona. Le analizziamo una per una.
Regole principali di gestione del rischio nel trading: analisi di otto formulazioni
Qui sotto le formulazioni nella forma in cui di solito si incontrano, e l'analisi: che cosa c'è dietro ciascuna, a quali condizioni è vera e che cosa farne in pratica.
«Non investire più di metà del capitale in un solo attivo»
La regola viene dagli investimenti di portafoglio, dove la posizione si mantiene per anni e il suo rischio è pari all'entità dell'investimento. Nel forex l'entità dell'investimento non è affatto pari al rischio: è determinata dallo stop e dal volume, non dalla quota di conto.
Analogo sensato per il mercato valutario: non più del 2–4 % di rischio complessivo su tutte le posizioni aperte insieme, tenendo conto della loro correlazione.
«Al principiante bastano due o tre strumenti»
Qui la regola è sensata, ma per un motivo diverso da quello che di solito si spiega. La questione non è la confusione nei calcoli, ma la statistica: per capire se il sistema funziona su uno strumento servono decine di operazioni proprio su quello.
Due o tre coppie danno una frequenza di operazioni sufficiente e al tempo stesso permettono di accumulare statistica comparabile su ciascuna in un tempo ragionevole.
«Massimo cinque per cento del deposito in una singola operazione»
Il numero è troppo alto per la maggior parte dei sistemi. Sei stop di fila con una quota di vincite del 45 % è un evento con probabilità intorno al 93 % su una distanza di 200 operazioni; con un rischio del 5 % una serie così porta via il 26,5 % del conto.
Formulazione pratica: un rischio tale che la serie di perdite tipica della tua statistica non porti il conto oltre il 20 % di drawdown.
«A garanzia non più di un quarto del deposito»
Regola sui fondi liberi, non sul rischio. Non limita l'entità della perdita, ma la vicinanza alla chiusura forzata delle posizioni: più margine è occupato, minore è la riserva fino allo stop out.
Nel forex con leva alta il margine per un volume ragionevole raramente arriva al 25 %, ma la regola salva dall'accumulare molte posizioni insieme.
«Più di sette strumenti in portafoglio è confusione»
Il limite superiore è sensato, ma il motivo di nuovo non è la confusione. La questione è la correlazione: otto coppie valutarie con il dollaro non sono otto posizioni indipendenti, ma una sola puntata sul dollaro sotto otto forme.
Verifica pratica: se in tutte le posizioni aperte il dollaro sta dallo stesso lato, il rischio complessivo è pari alla somma dei rischi, non «diversificato».
«L'ordine di protezione si mette sempre»
L'unica regola dell'elenco vera senza riserve per il trading con margine. Senza stop il limite della perdita non lo decide il trader, ma lo stop out del broker, a prezzo di mercato e nel momento più scomodo.
L'unica riserva di sostanza riguarda il tipo di ordine: la protezione la dà lo stop-market, mentre lo stop-limit in un mercato veloce può non eseguirsi.
«Profitto almeno tre volte il rischio»
Il rapporto di per sé non garantisce nulla: conta il prodotto tra rapporto e win rate. Un sistema con 1 : 1 e win rate del 60 % è più profittevole di uno con 1 : 3 e win rate del 25 %.
L'esigenza di 1 : 3 è utile come filtro d'ingresso nella fase in cui non c'è ancora statistica propria: impedisce di prendere operazioni con obiettivo palesemente stretto.
«Posizioni di tendenza: stop lontani; operative: vicini»
La formulazione descrive una pratica reale: operazioni di orizzonte diverso hanno distanze diverse dallo stop. Ma da essa non deriva che il rischio in denaro debba essere diverso: il volume si calcola in modo che il rischio resti lo stesso.
È esattamente quello che fa la formula del volume: uno stop lontano dà un lotto minore, uno vicino uno maggiore, e la perdita allo stop nei due casi è identica.
Che cosa resta dopo la verifica
Delle otto formulazioni, nella forma originaria sul mercato valutario ne funzionano tre. Le altre richiedono o un ricalcolo per il trading con margine, o la sostituzione con una condizione verificabile.
| Regola | Verdetto | Formulazione operativa |
|---|---|---|
| 50 % in un attivo | Non applicabile | Rischio complessivo sulle posizioni aperte: non oltre il 2–4 % del conto |
| 2–3 strumenti per il principiante | Funziona | Tanti quanti permettano di accumulare statistica su ciascuno in un tempo ragionevole |
| 5 % per operazione | Troppo alto | 0,5–2 % con verifica sulla serie di perdite massima |
| 25 % a margine | Funziona | Limitazione del margine occupato per preservare una riserva di fondi liberi |
| 5–7 strumenti | Con una correzione | Contare le puntate indipendenti, non il numero di coppie |
| Lo stop è obbligatorio | Funziona | Stop-market, inserito prima dell'ingresso, al livello calcolato |
| Rapporto 1 : 3 | In parte | Valore atteso positivo: win rate × R/R − (1 − win rate) > 0 |
| Separare i tipi di posizione | Funziona | Stop diversi a parità di rischio in denaro |
L'insieme minimo di regole che vale la pena scrivere
Non un elenco di raccomandazioni, ma numeri concreti che inserisci per il tuo caso. Scritte significa esistenti; tutto il resto si dimentica alla prima situazione tesa.
Le spunte si salvano nel browser: è una lista di controllo personale, nulla si invia al server.
Insieme di regole per un conto forex: esempio di compilazione
Un elenco astratto diventa un documento di lavoro quando contiene i tuoi numeri. Qui sotto un esempio di compilazione per un conto di 5.000 $ e un sistema con win rate intorno al 45 % e rapporto di 1 : 2: non un modello da copiare, ma la dimostrazione di quale grado di concretezza sia sufficiente.
| Regola | Valore | Da dove viene |
|---|---|---|
| Rischio per operazione | 1 % dell'equity, cioè 50 $ adesso | La serie attesa di 8 perdite dà un drawdown del 7,7 %, entro il limite |
| Limite giornaliero | 3 % dell'equity, cioè tre stop | Tre operazioni di fila è la soglia oltre la quale le decisioni peggiorano |
| Limite settimanale | 6 % dell'equity, poi volume dimezzato | Il doppio del giornaliero: una settimana con due giornate storte non è ancora un motivo per smettere |
| Limite di drawdown del conto | 20 %, il sistema va in verifica | Il ritorno richiede +25 %, cioè circa 64 operazioni: il limite del ragionevole |
| Rischio complessivo | non oltre il 3 % su tutte le posizioni aperte | Tre operazioni indipendenti all'1 % oppure due collegate allo 0,5 % |
| Revisione delle regole | ogni 50 operazioni | A quel punto la statistica cambia in modo percettibile |
Proprietà utile di una tabella così: qualsiasi numero in essa si verifica con un calcolo e non con un'opinione. Una regola che non si può giustificare non regge la prima serie di perdite: verrà infranta esattamente quando servirà.
Domande frequenti
Che cosa considerare una gestione del rischio corretta nel trading?
Quella in cui tre numeri sono noti in anticipo: quanto perde il conto in una singola operazione, dopo quale perdita finisce la giornata di trading e con quale drawdown il sistema va in verifica. Tutto il resto sono dettagli derivati da questi tre.
Quali regole di gestione del rischio sono davvero obbligatorie?
Tre: il rischio per operazione fissato in anticipo, l'ordine stop al livello calcolato e il limite dopo il quale il trading si ferma. Tutto il resto sono precisazioni. Senza questi tre, qualsiasi sistema prima o poi arriva a un'operazione la cui perdita è determinata dalle emozioni.
La regola dell'1 % e quella del 5 % si contraddicono?
Descrivono situazioni diverse. L'un per cento è il riferimento per un sistema di cui non c'è ancora statistica. Il cinque per cento si incontra nelle fonti come limite superiore per un trader esperto con lunghezza nota delle serie di perdite, ma anche lì è un limite e non un valore operativo.
Si possono infrangere le proprie regole se la situazione è eccezionale?
Le situazioni eccezionali sul mercato capitano regolarmente, e sta qui il problema. Approccio pratico: se l'eccezione serve spesso, la regola è formulata male e va riscritta tra una sessione di trading e l'altra, non nel momento dell'operazione.
Come verificare che le regole funzionino?
Dal diario: la perdita effettiva sulle operazioni chiuse deve coincidere con quella calcolata e il drawdown massimo non deve superare il limite stabilito. Una divergenza significa che da qualche parte lo stop è stato cambiato o il volume non è stato calcolato con la formula.
Quali regole sono specifiche proprio del forex?
Tre. La prima è il limite di margine occupato, perché la leva permette di aprire un volume incompatibile con il conto. La seconda è la regola delle coppie collegate: posizioni con la stessa valuta dallo stesso lato contano come una sola puntata. La terza è considerare lo swap per le operazioni che passano la notte.
La regola «non più di 5–7 strumenti» si applica alle coppie valutarie?
Con una correzione: non vanno contate le coppie, ma le puntate indipendenti. Sette coppie con il dollaro sono una sola posizione in dollaro sotto sette forme, e il rischio su di essa si somma. Il riferimento pratico sono due o quattro operazioni indipendenti insieme.
Serve una regola sull'orario di trading?
È utile. Un mercato sempre aperto permette di operare quando si vuole, ma lo spread e il carattere del movimento variano tra le sessioni. Una restrizione oraria elimina un'intera classe di operazioni in cui lo stop viene tolto dallo spread allargato e non dal movimento del prezzo.
Come cambiano le regole passando a un deposito maggiore?
Le percentuali restano, cambiano le somme assolute e la scelta di strumenti disponibile: un conto più grande permette stop lunghi dove prima il volume si scontrava con il lotto minimo. Non c'è motivo di rivedere la percentuale di rischio con la crescita del conto: si ricava dalla lunghezza della serie di perdite e non dalla dimensione del deposito.
Che cosa fare se le regole contraddicono la strategia?
Analizzare la contraddizione concreta. Di solito significa che la strategia richiede o uno stop più lungo di quanto il deposito permetta, o più posizioni simultanee di quante ne entrino nel limite di rischio complessivo. Entrambi i casi si risolvono con la dimensione del conto o con la scelta degli strumenti, non annullando le regole.