Regole e limiti

Correlazione tra coppie e rischio complessivo delle posizioni

La correlazione tra coppie e il rischio complessivo sono legati direttamente: due posizioni all'1 % non sono sempre il 2 % e quasi mai l'1,4 %. Il valore dipende da quanto gli strumenti sono collegati, e sul mercato valutario il legame è incorporato nella costruzione stessa delle coppie. Analizziamo come misurare la correlazione e come sommare correttamente i rischi.

Da dove viene il legame tra le coppie

Una coppia valutaria è il rapporto tra due valute, perciò due coppie qualsiasi con una valuta in comune sono collegate meccanicamente. EUR/USD e GBP/USD hanno il dollaro in comune nella quotazione: quando il dollaro si rafforza scendono entrambe. EUR/USD e USD/CHF contengono il dollaro su lati opposti, perciò si muovono prevalentemente in direzioni contrarie.

Valuta comune nella stessa parte della quotazione
Le coppie si comportano in modo simile. EUR/USD e GBP/USD, AUD/USD e NZD/USD: i movimenti spesso coincidono per direzione.
Valuta comune in parti diverse
Le coppie si comportano in modo opposto. EUR/USD e USD/CHF: la salita dell'una di solito si accompagna alla discesa dell'altra.
Nessuna valuta in comune
Il legame non è meccanico, ma può nascere da fattori comuni: propensione al rischio, prezzi delle materie prime, tassi delle banche centrali.
Il legame non è costante
La correlazione cambia nel tempo e in modo particolarmente brusco nei momenti di movimenti forti. Va calcolata sui propri dati e aggiornata, non presa una volta sola da una tabella pronta.

Come calcolare da soli la correlazione tra coppie valutarie invece di usare una tabella pronta

Le tabelle di correlazione pronte invecchiano, e il periodo di calcolo in esse di solito non coincide con il tuo orizzonte. Il calcolo proprio richiede qualche minuto in un qualsiasi foglio.

01Esportare le quotazioni di chiusura

Di entrambe le coppie sullo stesso periodo: 60–100 valori sul timeframe su cui operi.

passo 1
02Calcolare le variazioni

Non i prezzi in sé, ma le variazioni: (corrente − precedente) ÷ precedente. La correlazione dei livelli di prezzo trae in inganno: è quasi sempre alta.

passo 2
03Applicare la funzione di correlazione

In qualsiasi foglio è una sola formula su due colonne di variazioni. Il risultato è un numero da −1 a +1.

passo 3
04Ricalcolare regolarmente

Una volta al mese e dopo eventi importanti. Un valore calcolato sei mesi fa descrive un altro mercato.

passo 4

Interpretazione: valori superiori a +0,7 significano che posizioni nella stessa direzione su queste coppie si duplicano quasi del tutto; da −0,3 a +0,3 il legame è debole; sotto −0,7 posizioni nella stessa direzione si annullano a vicenda, e in direzioni opposte tornano a essere una sola puntata.

Rischio complessivo di un portafoglio di posizioni: come sommare

Qui servono due grandezze diverse, e spesso si confondono.

Perdita massimaLa somma dei rischi di tutte le posizioni, se scattano tutti gli stop. Non dipende affatto dalla correlazione: 1 % più 1 % è sempre 2 % nel caso peggiore.
+Dispersione attesa del risultatoConsidera la correlazione: con legame debole lo scatto simultaneo di tutti gli stop è poco probabile, perciò l'oscillazione tipica del conto è minore della somma dei rischi.

Formula della dispersione per due posizioni: √(r₁² + r₂² + 2 × ρ × r₁ × r₂), dove ρ è il coefficiente di correlazione. Per due posizioni all'1 % dà quanto segue.

CorrelazioneDispersione del risultatoPerdita massimaCosa significa
+1,02,00 %2,00 %Una posizione di dimensione doppia
+0,91,95 %2,00 %Praticamente un duplicato: il legame tipico delle coppie con il dollaro in comune
+0,51,73 %2,00 %Duplicazione parziale
0,01,41 %2,00 %Posizioni indipendenti
−0,51,00 %2,00 %Le posizioni si annullano in parte a vicenda

La differenza principale. La correlazione riduce l'oscillazione tipica del conto, ma non riduce la perdita massima. Gli stop possono scattare insieme con qualsiasi correlazione: semplicemente, con legame debole succede più di rado. Perciò il limite di rischio complessivo si calcola sul caso peggiore, cioè per semplice somma.

Regola di ripartizione del rischio tra coppie collegate

Il calcolo della correlazione serve per una sola decisione: come dividere il rischio se le coppie sono collegate. L'approccio pratico è considerare un gruppo di posizioni collegate come una sola operazione e dividere tra loro il rischio abituale.

CorrelazioneCome contare le posizioniRischio per ciascuna con limite dell'1 %
sopra +0,7Come una sola operazione1 % ÷ numero di posizioni
da +0,3 a +0,7Come una operazione e mezzacirca 0,7 % ciascuna
da −0,3 a +0,3Come indipendenti1 % ciascuna
sotto −0,7Le posizioni si annullano a vicendail rischio si calcola sulla differenza, non sulla somma

L'ultima riga riguarda una costruzione come comprare EUR/USD e comprare USD/CHF insieme. Formalmente sono due operazioni, economicamente una posizione quasi neutra in cui paghi il doppio dello spread per il diritto di osservare la differenza di comportamento delle due coppie.

Verifica semplice senza calcoli. Annota le valute di tutte le posizioni aperte e conta quante volte ciascuna ricorre e da quale lato. La valuta che si ripete dallo stesso lato in tre posizioni è la tua vera puntata, e il rischio su di essa si somma.

Domande frequenti

Quali coppie valutarie sono più correlate?

Sono meccanicamente collegate tutte le coppie con una valuta in comune: EUR/USD e GBP/USD, AUD/USD e NZD/USD si muovono in modo simile, EUR/USD e USD/CHF in modo opposto. I valori concreti dipendono dal periodo e cambiano, perciò si calcolano sui propri dati e non si prendono da una tabella statica.

Come considerare la correlazione nel calcolo del volume?

Un procedimento pratico semplice: se la correlazione è superiore a 0,7, considerare le posizioni una sola operazione e dividere il rischio tra loro. Due posizioni allo 0,5 % invece di due all'1 % danno lo stesso rischio complessivo di una singola operazione piena.

La correlazione cambia durante le crisi?

Sì, e di solito nella direzione scomoda: nei momenti di movimenti forti il legame tra gli strumenti cresce. Insiemi di posizioni che in un mercato tranquillo sembravano indipendenti iniziano a muoversi in sincronia proprio quando questo costa di più.

Su quale periodo calcolare la correlazione tra coppie valutarie?

Su quello in cui operi: per il trading intraday sulle variazioni orarie delle ultime settimane, per quello di medio periodo sulle giornaliere di due o tre mesi. Un valore di un altro orizzonte descrive un altro mercato.

Perché non si può prendere una tabella di correlazioni pronta?

Perché non vi sono indicati né il periodo né il timeframe, e il legame tra le coppie cambia. Il calcolo proprio richiede qualche minuto in un foglio e dà un numero riferito al tuo orizzonte.

Calcolare la correlazione sui prezzi o sulle variazioni?

Sulle variazioni. La correlazione dei livelli di prezzo è quasi sempre alta e non dice nulla sul movimento congiunto: due serie in crescita mostreranno un legame anche se le loro oscillazioni sono indipendenti.

Che cosa fare con le coppie la cui correlazione è vicina a zero?

Considerare le posizioni indipendenti e applicare a ciascuna il rischio per operazione pieno entro il limite complessivo. Ma verificare periodicamente: una correlazione nulla è una proprietà del periodo, non della coppia.

Si può usare la correlazione negativa per ridurre il rischio?

Consapevolmente sì: posizioni di direzione opposta su coppie collegate riducono la puntata complessiva sulla valuta. Ma è già una costruzione a sé, e il suo rischio si calcola sulla differenza di comportamento delle coppie e non come somma di due operazioni.

Quanto in fretta invecchia un calcolo di correlazione?

In modo evidente in uno o due mesi, e nei periodi di movimenti forti in pochi giorni. Regime pratico: ricalcolare una volta al mese e obbligatoriamente dopo eventi che cambiano il comportamento di una valuta, decisioni delle banche centrali o movimenti bruschi del dollaro.

La correlazione influisce sulla scelta del volume?

Sì, attraverso la divisione del rischio. Con correlazione superiore a 0,7 un gruppo di posizioni si considera una sola operazione: il rischio abituale si divide tra loro e non si applica a ciascuna.

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Redazione ARMFAnalizziamo la gestione del rischio nel forex là dove si calcola: volume in lotti dalla distanza dallo stop e dal valore del pip, margine richiesto, prezzo del drawdown e win rate di pareggio. Riportiamo le formule per intero, perché il calcolo si possa ripetere nel proprio foglio di calcolo.Chi scrive e come verifichiamo i datiDati verificati il: 04.09.2026